Il Territorio

Rossano, antica e nobile città un tempo roccaforte inespugnata ed oggi stupenda e incantevole nel suo paesaggio, offre a chi la visita non solo un tuffo nel suo splendido mare Jonio e delle avventurose escursioni nelle montagne della Sila, ma anche arte, storia e cultura, cucina tipica e tradizioni locali. Un mix di attrattive di successo per le vacanze all'insegna del benessere e del relax!

Il Codex Purpureus Rossanensis.


La maggiore espressione della cultura bizantina a Rossano, unica al mondo, è il prezioso manoscritto greco - bizantino risalente al IV-V secolo

La Cattedrale.


Edificata nel periodo bizantino, è dedicata all'Achiropita, un affresco pietrale della Madonna, che per tradizione e significato della parola vuol dire "fatta non da man umana". La sacra icona, la cui origine è da collocare tra il 580 e la prima metà del sec VIII, è l'immagine della madre di Dio (Theotocos), che regge sul braccio sinistro il bambino, protegge e guida Rossano ed i suoi abitanti.

La Chiesa di San Marco.


Originariamente dedicato a Sant'Anastasia, è il monumento più antico della città ed una delle chiese bizantine meglio conservate d'Italia. Fu costruito su iniziativa di San Nilo come luogo di ritiro ascetico per i monaci eremiti che vivevano negli antichi insediamenti rupestri sottostanti. Si tratta di un edificio in stile bizantino con pianta a croce greca, caratterizzato da cinque cupole a tamburo e dall'abside, che conserva inoltre tracce di un antico affresco della Madonna del Bambino.

Panaghia (Oratorio).


Panaghia (Oratorio) Ossia di "Maria la tutta Santa" (Secc. X - XI ), ubicato nei pressi della Cattedrale, ad una navata rettangolare absidata, si presenta tuttora con motivi architettonici, stilistici, pittorici maggiormente curati, perciò databile di qualche decennio successivo rispetto ai due oratori precedenti: particolarmente suggestivi sono i due residui affreschi parietali degli espressivi ed enigmatici S. Giovanni Crisostomo e S. Basilio di Cesarea, le decorazioni dell'abside con due fasce di mattoni disposti a spina di pesce ed a triangolo, la bifora absidale e le piccole monofore delle pareti perimetrali.

Patire - Patir - Patirion.


Chiesa e Monastero di S. Maria Nuova Odigitria.
Si trovano sulla montagna rossanese, tra la contrada rurale Piragineti e Corigliano, fondati tra il 1090 ed il 1101 -1105, da Bartolomeo da Sieri e voluti dai Normanni, poco dopo la conquista di Rossano e la fine del dominio bizantino in Italia (1059 - 1060). In questo maestoso impianto monastico, si fondono, per la prima volta nella storia della città, le culture, le sensibilità, le tecniche architettoniche ed artistiche, bizantina, normanna ed araba. Fu per secoli un luogo di preghiera e di incontro con l'assoluto, ma anche un centro culturale tra i più qualificati e rinomati del Sud, con il suo Scriptorium ( in cui i monaci amanuensi trascrivevano, conservavano e trasmettevano ai posteri la sapienza greco-romana-pagana e quella cristiana) e la sua biblioteca ricca di testi e codici antichi. Ancora oggi il Patire l'edificio sacro che rappresenta bene gli splendori della religiosità e della maestosa bellezza artistica della Rossano Bizantina: misteriosi e splendidi i diversi mosaici del pavimento, molto interessanti alcune pere d'arte ( un crocifisso ligneo, una statua della madonna), ben conservata la Chiesa ( basilicale, con tra absidi, tetto ligneo ad arcate su grandi colonne, numerose decorazioni interne ed esterne, ancora resistenti solo alcune parti del Monastero (il chiostro, il muro perimetrale, la torre campanaria, frammenti di affresco).

Cozzo del Pesco.


Partendo dal Patire e prendendo la strada che sale in montagna si arriva nella località del Cozzo del Pesco, oasi naturalistica, caratterizzata da alberi di giganteschi e secolari castagni ed arbusti di agrifogli di spropositate dimensioni.

A poca distanza da Rossano...


Il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide.


Inaugurato nel 1996, il moderno edificio raccoglie i reperti provenienti dall'area urbana e da tutto il territorio che era controllato dall'antica Sybaris. Al suo interno, infatti, sono esposti: frammenti di coppe protocorinzie, ceramica proveniente da Corinto, Atene, Sparta, isole egee, ceramica a figure rosse e vernice nera, frammenti di ceramiche micenee, lucerne, statue marmoree, corredi di tombe dell'età del ferro, fibule di diversi tipi, attrezzi e strumenti, materiale votivo dal santuario di Athena.

Il Parco Nazionale del Pollino.


È la più grande area protetta di nuova istituzione in Italia. Tra le vette del Dolcedorme e di Cozzo del Pellegrino e gli orizzonti che si disegnano sulle acque del Tirreno e dello Jonio, lungo il massiccio montuoso calabro-lucano del Pollino e dell'Orsomarso, la Natura e l'Uomo intrecciano millenari rapporti che il Parco Nazionale del Pollino, istituito nel 1993, conserva e tutela sotto il suo emblema, il pino loricato.

Il Parco Nazionale della Sila.


L'Ente Parco Nazionale della Sila gestisce alcune fra le zone più suggestive e selvagge della Regione con vaste e spendide foreste, distese su dolci altopiani, con emozionanti paesaggi protesi anche sul Pollino, sull'Aspromonte, sull'Etna, sulle assolate marine dello Jonio e sul mare Tirreno, nel quale, con le atmosfere terse, si rimane incantati nell'osservare l'imponente ergersi delle Eolie.